La nuova vasca all’ acquario
Ultimamente hanno iniziato a costruire molte nuove vasche all’ acquario di Genova:quella dei lamantini , dei pinguini e quella dei delfini che finirà nel 2013.
L’acquario ospita piu’ di 100 specie di : mammiferi ,pesci di tutti i tipi ,ma anche animali terrestri come le tartarughe ,anfibi, e rettili.
Sono presenti anche molte piante.
Molte vasche sono aperte al pubblico :quella delle razze e quella dei pesci di acqua dolce.
ORA parliamo della nuova vasca: per ora è soltanto uno scafo in cemento armato a pianta rettangolare alto12 metri, lungo 94 e largo 28. Ma entro fine marzo diventerà una delle massime attrazioni turistiche in Italia: la struttura è stato ormeggiata ieri mattina al sesto modulo Vte, dove verrà completato con le rifiniture interne, gli impianti e gli allestimenti. Partito giovedì mattina dal porto della Spezia, trainato dal rimorchiatore Messico, lo scafo della nuova vasca ha raggiunto ieri il golfo di Genova.
La vasca è dotata di filtri che ripuliscono l’acqua ogni ora.
Il progetto, firmato da Renzo Piano, prevede la realizzazione della Main Pool, una vasca a cielo aperto che potrà ospitare fino a 9 delfini. Avrà una vetrata lunga 24 metri e permetterà visuali fuori dal comune: i delfini potranno essere visti da sotto, davanti e dall’altro.E nella stessa struttura ci saranno altre tre vasche, più piccole, non visibili al pubblico e destinate alla cura degli animali
Speriamo che la nuova vasca sia degna del meraviglioso acquario di Genova.
GIOVANNA TEA MATILDE
Ora il safary si può fare anche in Italia…
E’ bellissimo. Indovinate che cosa?
E’ pieno di animali come il leone, il coccodrillo, la zebra, la giraffa…
Ma non solo ci sono anche insetti, pesci, rettili, spettacoli della natura non dovete aver paura perché sono bene addestrati. Sembra di essere al cinema con gli effetti speciali!!!
Allora non avete ancora indovinato? Vi diamo altri indizi?
Se avete risposto di sì ecco qua:
ora c’è anche in Italia, quando siamo entrate abbiamo visto tantissimi animali e ci spaventate molto perché avevamo paura che ci attaccassero.
Se vi volete annoiare avete sbagliato posto perché oltre la natura ci sono giochi acquatici come i gonfiabili per giocarci e divertirsi (per i genitori con figli piccoli è molto consigliato).
Se volete mangiare bene vi consigliamo La Cocciaun ristorante che si trova lì mentre se volete mangiare spartano vi consigliamo dei bar che si trovano lì vicino. Avevate indovinato è il safari.
Beatrice ed Eugenia
UNA PARTITA EMOZIONANTE…da un piccolo inviato speciale
Martedì 17 Aprile 2012 si è svolta la semifinale di champions league:
due grandi club si sono scontrati: BAYERN MONACO e REAL MADRID.
La partita da subito si è rivelata molto entusiasmante con Ozil, centrocampista della squadra spagnola, che lancia verso la porta il compagno Benzema che a sua volta con un tiro ad effetto impegna Neuer, il quale manda la palla in calcio d’angolo.
La svolta della partita è al40’minuto quando su calcio d’angolo Ribery, ala sinistra della squadra tedesca, con il suo piede opposto(dato che è mancino ovviamente il destro!!!) firma1 a0 per il capitano Lamh e i suoi compagni che esultano pieni di orgoglio, nonostante nascano delle polemiche sulla posizione di Luis Gustavo che per molti ha oscurato la visuale del portiere Casillas.
Pochi minuti dall’intervallo l’ultima palla-goal è sui piedi di Gomez, noto bomber del Bayern, il quale con un sinistro all’incrocio sbaglia clamorosamente,sprecando la sua occasione.
Nel secondo tempo la situazione sembra improvvisamente capovolgersi: il Real Madrid di Mourinho passa all’attacco. Infatti i risultati sono realmente visibili quando Ronaldo salva una palla che pareva persa, mettendola di prima in mezzo a Ozil che firma il momentaneo pareggio.
Le due squadre non riescono a concretizzare altre azioni fini a quando al92’,durante i tre minuti di recupero, un cross di Lamh trova al centro Gomez che con grande freddezza segna il goal della vittoria.
La partita di ritorno sarà a sua volta emozionante con le due squadre che cercheranno con grande tenacia di arrivare in finale.
Matteo Ceriana
Una nonna genovese ci insegna come fare il vero…… Pesto genovese
Pensate che questa meravigliosa e appetitosa salsa genovese chiamata Pesto fu descritta nell’antichità già da Virgilio. Oggi è famosa in tutto il mondo e, modestia a parte, è l’orgoglio della nostra regione. Ma come si prepara il pesto doc? Guglielmo lo ha chiesto a sua nonna, che come tutti i nonni è custode di uno dei tanti saperi tradizionali che si stanno perdendo.
Attrezzatura necessaria:
- mortaio in marmo
- pestello in legno
Ingredienti:
- 10÷12 mazzi di basilico (meglio se di Prà)
- 1 spicchio d’aglio
- una manciata di pinoli
- 3 o 4 gherigli di noce
- sale
- parmigiano q.b.
- pecorino (se gradito) q.b.
Preparazione:
Pestare nel mortaio lo spicchio d’aglio. Aggiungere gradualmente, continuando a pestare, i pinoli e i gherigli di noce.
A questo punto:
- metodo tradizionale (molto più lungo)
Pestare il basilico, foglia per foglia, utilizzando sale grosso, che aiuterà la “triturazione”
- metodo semplificato (più veloce)
Tritare il basilico assieme a un pizzico di sale fino e metterlo nel mortaio per riprendere a “pestare”
Aggiungere a poco a poco il formaggio grattugiato (pecorino, se piace un sapore più forte, altrimenti parmigiano), “pestando” con movimenti lenti e cadenzati fino ad amalgamare il tutto.
Il pesto sarà pronto quando il composto si staccherà dalle pareti del mortaio, rimanendo attaccato al pestello.
Conservazione:
Mettere il pesto in un barattolo di vetro, da tenere tappato e in frigo. Così facendo, il pesto si manterrà per molti giorni.
Utilizzo:
Per condire la pasta, “stemperare” la quantità necessaria di pesto, aggiungendo burro, olio extra-vergine di oliva e acqua di cottura. Amalgamare il tutto fino a ottenere una crema morbida e omogenea.
BUON APPETITO!!!
Guglielmo Ferraris
Nota: si “pesta” con un movimento rotatorio continuo del pestello, possibilmente senza quasi sollevarlo dal mortaio
Alcool e non solo …
Se vuoi evitare disastri come questi dovresti …
E’ stato provato che molti incidenti sono causati da distrazione. Basta una distrazione, anche minima, di un secondo: il cellulare che squilla, il bambino dietro che piange,il sole in faccia …
Non è sempre l’alcool a causare gli incidenti, ma diversi incidenti sono causati da alcool perché basta una minima quantità di alcool nel corpo umano per modificare la capacità di reagire agli imprevisti e di percepire la realtà circostante.
Ed è stato anche provato,che se una macchina va a 40 kilometri, in città, e l’automobilista si distrae anche per un secondo, la macchina percorre ben 12 metri, in quell’attimo di distrazione.
Molti incidenti, poi, sono causati anche da altri motivi, per esempio al fatto che non sono sempre gli automobilisti che sbagliano. Molte volte sono i pedoni a sbagliare per leggerezza o disattenzione. Per fortuna, al telegiornale, poche volte si sente che sono stati investiti dei bambini perché in realtà il più delle volte sono accompagnati dagli adulti.
Il pericolo maggiore per i bambini è che spesso, sull’attraversamento, corrono e quindi gli automobilisti si vedono sbucare la persona all’improvviso, magari da dietro una macchina posteggiata. L’automobilista anche se tentasse di frenare si troverebbe troppo vicino all’attraversamento e non riuscirebbe a fermare la macchina in tempo.
Un altro tipo di incidente frequente, in cui la responsabilità è sempre dei pedoni, è dovuto al fatto che spesso si vedono le persone attraversare la strada fuori dalle strisce, in punti spesso privi di visibilità per gli automobilisti.
Un altro tipo di incidente, in cui la colpa è del pedone e del Comune che dovrebbe intervenire, è quando accanto agli attraversamenti ci sono delle auto ferme in sosta. Queste coprono il pedone e quindi l’automobilista non vede la persona intenta ad attraversare. Un po’di tempo fa accanto agli attraversamenti c’erano delle righe gialle e lì non si poteva parcheggiare, permettendo quindi al pedone di essere visto da lontano. Ora in alcuni punti queste righe ci sono ancora, mentre in certi attraversamenti sono state tolte, ponendo in pericolo le persone.
Quindi sia adulti che piccini state attenti agli attraversamenti non date per scontato che le macchine si fermino.
Tommaso Rossi
Aprendo l’ armadio mi è venuta un’idea…
Le proposte primavera-estate di una stilista in erba.
Per la stagione primavera-estate 2012 si consigliano abiti da giorno a stampe floreali, dai colori pastello abbinati a sandali con tacchi altissimi o ballerine. Gli accessori che completano la “mise” devono essere raffinati ed eleganti.
Per serate esclusive, invece, predomina sempre l’abito lungo nero da portare con orecchini e bracciali in oro bianco per far risaltare l’abbronzatura di stagione.
Per la moda giovane quest’anno si prevede il ritorno allo stile hippy con gonne anni ’80 lunghe sino ai piedi e zeppe “vertiginose”, camicie larghe dai colori accesi e i famosi jeans a zampa d’elefante.
Sulla spiaggia torneranno in voga i costumi interi. La moda quindi ha un ritorno agli anni dei nostri genitori.
Benedetta Sacco
L’AMICIZIA: un sentimento che inizia già dall’infanzia
Mancano ormai due mesi alla fine della scuola primaria e ci stiamo avvicinando a fare un grande passo: il passaggio alla scuola secondaria di primo grado. Sono già passati, anzi volati, questi cinque anni ed è quasi obbligatorio fare un breve bilancio. Chiara ed io ci ricordiamo ancora bene il primo giorno della prima elementare, quando, impaurite, dopo aver salutato i genitori, siamo salite ed entrate in una grande aula con tanti piccoli banchi uniti a formare una U e con delle immagini alle pareti che rappresentavano le quattro stagioni: l’autunno, l’inverno, la primavera e l’estate. Ricordiamo i nostri primi compagni (ventidue, comprese noi), che negli anni sono aumentati fino ad arrivare a 26. Ricordiamo con malinconia una nostra compagna che l’anno scorso si è trasferita a Perugia, però il numero di alunni non è cambiato perché è arrivata una nuova alunna, straniera e molto simpatica. Abbiamo dieci e undici anni, ma la voglia di giocare è rimasta sempre la stessa identica a quella di cinque anni fa. Ne abbiamo fatte di cose e combinate di tutti i colori, tra scherzi e giochi troppo infantili, è vero, non ci siamo sempre comportati da amici, ma adesso che stiamo per entrare alle Scuole Medie, dispiace molto a tutti noi dividerci. Ogni tanto ci fermiamo a vedere, affisse su una parete in fondo all’aula, le foto fatte negli anni precedenti per guardare quanto siamo cambiati in questi cinque meravigliosi anni che non dimenticheremo sicuramente mai!
Alessandra Repetto & Chiara Bellisai
A passeggio con…..Lilly
Una nuova moda: al guinzaglio non solo i cani ma anche i polli!!!!
Quando siamo tornati dalle vacanze di Natale, la maestra ci ha portato un articolo tratto da un quotidiano nazionale che parlava dell’ultima moda di Parigi. “Una gallina per amica “ Lo scrittore Michele Adureai ha scritto un libro su questo: “E se allevassi una gallina?” da cui è partita questa moda. In questo libro viene spiegato tutto: dalla pulizia del pollaio che si fa una volta alla settimana all’acquisto sul web dove si trovano arredi per decorare le gabbiette con vasi di fiori o grate colorate . Negli Stati Uniti, dove questa tendenza pare esista già da qualche anno, ci sono state petizioni per autorizzare i pollai nelle grandi metropoli, finora senza successo.
Pensate se tutti i genovesi insieme al loro cane andassero in giro con la gallina al guinzaglio!!!! Secondo Le Monde, giornale francese, questi utili pennuti sono diventati placidi animali da compagnia. Sembra che alcune aziende abbiano venduto più di 30 mila mini pollai in kit, e presto i francesi si chiederanno qual è la campagna e quale la città .
A me piacerebbe portare la gallina che chiamerei Lilly al cinema, metterle gli occhiali 3d e farle mangiare popcorn tanto burrosi come piacciono a me, oppure andare a spasso con lei e con la mia barboncina Lulù. Frequentando il quartiere d’Albaro, a Genova lancerei sicuramente una nuova moda !!!!
Micol Pierro
Delitto sotto la neve…brrrrrrrrrrrr
Un’ inchiesta del maggiore Burnaby finita a tempo di record.
Era notte il maggiore Burnaby camminò per ore e ore sprofondando nei sentieri pieni di neve fresca.
Si fermava in ogni casa sospetta a controllare e a cercare qualche indizio. Quando arrivò nei pressi della casa del capitano Trevelyan, vide delle impronte particolari e capì subito che c’era qualcosa che non andava. La porta era socchiusa, cautamente l’aprì e all’interno, sulle scale, c’erano tracce di sangue, che portavano fino in soffitta.
Il colpevole aveva nascosto il corpo del capitano in un baule dove vi doveva essere un immenso tesoro e che era stato portato via ma qualcosa era rimasto: delle monete d’oro e alcuni gioielli
Si ricordò di aver visto quelle stesse monete d’oro nella casa del vicino. Le impronte rimaste sulla neve combaciavano con le scarpe del proprietario di quella casa.
Si proprio così, era stato lui con i suoi due complici: la moglie e il figlio, ad aver ucciso il capitano.
Per fortuna il caso delle impronte era stato risolto molto velocemente e Burnaby, con un sorrisetto felice, se ne tornava a casa finalmente al caldo a sorseggiarsi una buona cioccolata.
Beatrice Fazzi











